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	<title>scenografia &#8211; Progetto</title>
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	<description>Creare per i diritti umani</description>
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		<title>Laboratori 2024/2025 &#8211; Parliamo con&#8230;Alessandra Sarti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lab Comunicazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Apr 2025 15:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dietro le quinte]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Andiamo avanti con le nostre interviste alle donne dietro alle quinte dei laboratori di quest&#8217;anno. Stavolta ci siamo confrontate con Alessandra Sarti che cura il laboratorio di scenografia digitale, proposto per la prima volta in assoluto in questa edizione. Da quanto tempo sei formatrice per il Progetto Mandela? &#8220;Da quest&#8217;anno. Sono una new entry&#8220;. In [&#8230;]]]></description>
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<p>Andiamo avanti con le nostre interviste alle donne dietro alle quinte dei laboratori di quest&#8217;anno. Stavolta ci siamo confrontate con <strong>Alessandra Sarti</strong> che cura il laboratorio di scenografia digitale, proposto per la prima volta in assoluto in questa edizione.</p>



<p><strong>Da quanto tempo sei formatrice per il Progetto Mandela?</strong></p>



<p>&#8220;<em>Da quest&#8217;anno. Sono una new entry</em>&#8220;.</p>



<p><strong>In cosa consiste il laboratorio di scenografia digitale?</strong></p>



<p>&#8220;<em>Partiamo ragionando insieme su cosa può essere utile allo spettacolo, in modo da creare un contesto attraverso la scenografia e realizzarlo con dei mezzi non tradizionali. Lavoriamo con dei programmi al computer con cui creiamo contenuti che vengono videoproiettati sulla scena. Stiamo facendo un lavoro anche di comprensione, prima di tutto, di ciò che fanno i ragazzi a teatro. Andiamo spesso a vedere, ci confrontiamo fra formatrici sul tema, per capire cosa vogliamo raccontare e poi creare qualcosa che possa dare allo spettacolo quell&#8217;elemento in più. Ci sono spettacoli senza scenografia, bisogna essere molto bravi a reggere il palco. Con la scenografia digitale, potendo fare anche cose diverse dal solito, lavoriamo anche insieme a loro per capire<strong> cosa può essere interessante da far vedere che non sia il solito fondale</strong>. Stiamo cercando di pensare a soluzioni, sì, per dare un contesto alla scena, ma soprattutto un&#8217;emozione. <strong>Puntiamo quindi più a cose astratte che rimandino al concreto</strong>, ma mantenendo questo astrattismo per suggerire delle emozioni e lasciare una libertà di interpretazione&#8221;</em>.</p>



<p><strong>La scenografia digitale quindi è dinamica.</strong></p>



<p>&#8220;<em>Molto, si può gestire come si vuole. Abbiamo anche pensato, per esempio, di proiettarla direttamente sui ragazzi, sui loro corpi e sugli oggetti di scena. Ci piacerebbe fare qualcosa di dinamico, instaurando una comunicazione fra i corpi e la scenografia&#8221;</em>.</p>



<p><strong>Che cosa ti ha colpito di più lavorando con i ragazzi del laboratorio?</strong></p>



<p>&#8220;<em>Non lavoro spesso con i ragazzi di questa età, seguo ragazzi di 14-15 anni, una fase particolare, a volte difficile, e li ho trovati molto attenti, svegli, propositivi, cose che pessimisticamente non mi aspettavo, qualcosa che non si riscontra sempre a questa età. Sono rimasta stupita. Da subito gli ho fatto vedere la tecnica, lasciandoli poi liberi di decidere come impostare la parte creativa. <strong>Volevo, come gli ho detto, che si sentissero liberi, per avere poi magari un feedback. Gli ho lasciato questa libertà fin dall&#8217;inizio e loro l&#8217;hanno sfruttata: questa cosa mi ha colpito molto</strong></em>&#8220;.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="575" data-id="7923" src="https://progetto.tr.it/homesite/mysite/uploads/2025/03/Lab_scenografia_3-1024x575.jpg" alt="" class="wp-image-7923" srcset="https://progetto.tr.it/homesite/mysite/uploads/2025/03/Lab_scenografia_3-1024x575.jpg 1024w, https://progetto.tr.it/homesite/mysite/uploads/2025/03/Lab_scenografia_3-300x169.jpg 300w, https://progetto.tr.it/homesite/mysite/uploads/2025/03/Lab_scenografia_3-768x432.jpg 768w, https://progetto.tr.it/homesite/mysite/uploads/2025/03/Lab_scenografia_3-1536x863.jpg 1536w, https://progetto.tr.it/homesite/mysite/uploads/2025/03/Lab_scenografia_3-800x450.jpg 800w, https://progetto.tr.it/homesite/mysite/uploads/2025/03/Lab_scenografia_3.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



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<p></p>



<p><strong>Chi è Alessandra Sarti. </strong>Libera professionista, lavora nell’ambito delle arti performative e nel settore dei beni culturali come creatrice di contenuti audio-visivi per scenografie digitali e allestimenti multimediali di vario tipo.</p>
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		<title>Sotto lo stesso cielo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Progetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jan 2019 15:11:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacoli]]></category>
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					<description><![CDATA[Tutti camminiamo sotto lo stesso cielo su vie negate da muri da abbattere Con lo spettacolo “Sotto lo stesso cielo”, si conclude un percorso di laboratorio teatrale di inte(g)razione promosso da Arci e Progetto Mandela, che ha visto lavorare insieme, fianco a fianco, giovani ternani, migranti e stranieri residenti a Terni. Una prima tappa del [&#8230;]]]></description>
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<h3 class="wp-block-heading">Tutti camminiamo sotto lo stesso cielo su vie negate da muri da abbattere</h3>



<p>Con lo spettacolo “Sotto lo stesso cielo”, si conclude un percorso di laboratorio teatrale di inte(g)razione promosso da Arci e Progetto Mandela, che ha visto lavorare insieme, fianco a fianco, giovani ternani, migranti e stranieri residenti a Terni. Una prima tappa del percorso è stata una performance presentata in piazza a Narni in occasione della Giornata del Rifugiato il 21 giugno 2018. <br>Ora lo spettacolo approda in teatro per restituire agli spettatori il risultato di un processo di conoscenza e di scambio reso profondo dalla pratica teatrale. La narrazione drammaturgica tocca tanti temi di attualità e rimandi al passato: la convivenza tra gli umani, l&#8217;accoglienza, le migrazioni, i muri fisici e metaforici che vengono eretti intorno e tra gli uomini e le donne che attraversano il nostro pianeta.<br>Il cielo e le sue costellazioni mostrano le mille strade possibili da percorrere, strade che dividono, che  uniscono, che scegliamo o siamo costretti a fare.<br>Tutti camminano sotto lo stesso cielo per scoprire che si arriva sempre a un muro da abbattere e che c’è sempre qualcuno che vorrà costruirne uno nuovo.</p>



<p>Lo spettacolo debutta al teatro Secci di  Terni il 26 gennaio.<br>Il 27 gennaio si celebra la Giornata della Memoria per ricordare le vittime della persecuzione nazifascista e della tragedia dell’antisemitismo e del razzismo di stato. <br>Oggi ci troviamo a vivere un momento storico che vede crescere nuovamente  il razzismo e il disprezzo per chi è diverso. Siamo di fronte a una scelta: guardare da un’altra parte e far finta di niente o prendere coscienza e assumerci le nostre responsabilità e individuare la strada che vogliamo  percorrere insieme sotto lo stesso cielo.</p>



<p>Lo spettacolo vede in scena 20 attori e la partecipazione di un’orchestra dal vivo, composta da musicisti ternani e stranieri. Si tratta della prima uscita pubblica di una formazione nata all&#8217;interno di un laboratorio di musica che vuole mettere le basi per un gruppo musicale inter-etnico della nostra città.<br>Anche le scenografie sono frutto di un percorso laboratoriale partecipativo frequentato da ternani e migranti che hanno lavorato riutilizzando e riciclando i materiali scenografici di Progetto Mandela.</p>



<p>Lo spettacolo è prodotto da Progetto Mandela e da Arci-Terni</p>



<p>Ingresso unico 5,00 €</p>
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		<title>Dietro le quinte: il Laboratorio di Scenografia e Costumi</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Feb 2015 17:33:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dietro le quinte]]></category>
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					<description><![CDATA[Con la riapertura del Progetto è partito anche il laboratorio di Scenografia e Costumi. Nella prima riunione i ragazzi sono stati subito accolti con entusiasmo da Michele Meschini, il coordinatore del gruppo, che li&#160; ha condotti al Teatro Secci dov’era montata una scenografia per uno spettacolo. Meschini ha cercato di far familiarizzare i ragazzi con [&#8230;]]]></description>
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<p>Con la riapertura del Progetto è partito anche il laboratorio di Scenografia e Costumi. Nella prima riunione i ragazzi sono stati subito accolti con entusiasmo da Michele Meschini, il coordinatore del gruppo, che li&nbsp; ha condotti al Teatro Secci dov’era montata una scenografia per uno spettacolo. Meschini ha cercato di far familiarizzare i ragazzi con il linguaggio scenotecnico, spiegando l’importanza delle luci, dello spazio scenico e della quintatura.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><a href="http://progetto.tr.it/homesite/mysite/uploads/2015/02/dsc_2710.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="680" src="http://progetto.tr.it/homesite/mysite/uploads/2015/02/dsc_2710.jpg?w=670" alt="DSC_2710" class="wp-image-192" srcset="https://progetto.tr.it/homesite/mysite/uploads/2015/02/dsc_2710.jpg 1024w, https://progetto.tr.it/homesite/mysite/uploads/2015/02/dsc_2710-300x199.jpg 300w, https://progetto.tr.it/homesite/mysite/uploads/2015/02/dsc_2710-768x510.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure></div>



<p>Hanno potuto capire il gran lavoro che li attende perché saranno loro durante i laboratori a creare la scenografia per lo spettacolo finale del Progetto Mandela.&nbsp; Oltre a questo,&nbsp; il gruppo ha anche il compito di ideare e&nbsp; realizzare i costumi di scena con l’apporto del laboratorio di Drammaturgia.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><a href="http://progetto.tr.it/homesite/mysite/uploads/2015/02/dsc_9264.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="680" src="http://progetto.tr.it/homesite/mysite/uploads/2015/02/dsc_9264.jpg?w=670" alt="DSC_9264" class="wp-image-193" srcset="https://progetto.tr.it/homesite/mysite/uploads/2015/02/dsc_9264.jpg 1024w, https://progetto.tr.it/homesite/mysite/uploads/2015/02/dsc_9264-300x199.jpg 300w, https://progetto.tr.it/homesite/mysite/uploads/2015/02/dsc_9264-768x510.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure></div>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><a href="http://progetto.tr.it/homesite/mysite/uploads/2015/02/dsc_9265.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="680" src="http://progetto.tr.it/homesite/mysite/uploads/2015/02/dsc_9265.jpg?w=670" alt="DSC_9265" class="wp-image-194" srcset="https://progetto.tr.it/homesite/mysite/uploads/2015/02/dsc_9265.jpg 1024w, https://progetto.tr.it/homesite/mysite/uploads/2015/02/dsc_9265-300x199.jpg 300w, https://progetto.tr.it/homesite/mysite/uploads/2015/02/dsc_9265-768x510.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure></div>



<p>I ragazzi hanno avuto anche l’occasione di vedere la mostra di Arnaldo Pomodoro allestita al Caos. La mostra vedeva i modelli delle scenografie costruite ed elaborate dall’artista per importanti spettacoli e anche per l’Opera lirica. Inutile sottolineare la grande opportunità per i partecipanti di poter toccare con mano e&nbsp; osservare&nbsp; non solo il lavoro di tanti bravi professionisti, ma anche opere d’arte di indiscusso valore.&nbsp; Auguriamo a tutte le ragazze e i ragazzi del gruppo di Scenografia e Costumi un grosso in bocca al lupo! Sudate sudate sudate!!</p>



<p><em>Veronica Sani, Marco Mangiolino</em></p>
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		<title>Chi c&#8217;è dietro le luci della ribalta</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jan 2015 18:21:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mercoledì 10 dicembre verso le 15:30 al Teatro Secci i ragazzi di Scenografia e noi di Recitazione abbiamo potuto usurfruire di un importante incontro con l’esperto di luci scenico-teatrali, Iuraj Saleri. Non si può certo negare la sorpresa nel rendersi maggiormente conto di quanto un diverso tipo di illuminazione possa cambiare, stravolgere, intensificare, evidenziare e [&#8230;]]]></description>
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<p>Mercoledì 10 dicembre verso le 15:30 al Teatro Secci i ragazzi di Scenografia e noi di Recitazione abbiamo potuto usurfruire di un importante incontro con l’esperto di luci scenico-teatrali, Iuraj Saleri. Non si può certo negare la sorpresa nel rendersi maggiormente conto di quanto un diverso tipo di illuminazione possa cambiare, stravolgere, intensificare, evidenziare e contrastare una determinata scena, dando vita a differenti atmosfere. Ebbene sì! La luce in scena è una costante, anche quando vi è buio. Per gli attori poi è stato un’importante lavoro di sensibilizzazione, se così vogliamo dire, affinché niente venga dato per scontato. A questo proposito la nostra insegnante di azione-movimento-espressione del corpo in scena, Luisa Contessa, invitandoci a questo incontro, ha ribadito che “La luce è un elemento fondamentale in teatro, è un elemento che racconta la temperatura ed il colore dell’azione e del movimento”. Allo stesso modo Simone Mazzilli, sempre del laboratorio di recitazione, ha semplicemente specificato che “la luce costituisce una componente fondamentale della recitazione”, la quale di conseguenza ne viene influenzata. Per gli scenografi essa si rivela a maggior ragione un campo di studio imprescindibile.</p>



<p>Per parte sua Iuraj, il giorno dell’incontro, ha voluto introdurre le sue spiegazioni, presentandoci rapidamente il contesto storico, nel quale le luci hanno via via hanno cominciato ad evolvere sia in fatto di qualità che di importanza, spingendosi un minimo sulle caratteristiche minime dello spazio scenico e sul lato tecnico prettamente legato all’illuminazione: dallo sfruttamento della luce naturale del sole a quella delle candele, dalle lampade a gas fino a quelle elettriche. Partendo da questo quadro sinottico di carattere storico, Iuraj si è preoccupato poi di esporre i diversi tipi di luce, i loro nomi, spesso conseguenti alla loro effettiva funzione, senza mai tralasciare tramite numerosissimi esempi quelle che sono state le sue esperienze, le sue convinzioni e le sue preferenze maturate nel corso della sua lunga vita professionale. L’espressività e l’intensità dei colori in base alle scene e ai personaggi, nonché la posizione delle luci, costituiscono di fatto una forma latente di azione ed espressione diegetica vera e propria.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><a href="http://progetto.tr.it/homesite/mysite/uploads/2015/01/dsc_8062.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="680" src="http://progetto.tr.it/homesite/mysite/uploads/2015/01/dsc_8062.jpg?w=670" alt="DSC_8062" class="wp-image-154" srcset="https://progetto.tr.it/homesite/mysite/uploads/2015/01/dsc_8062.jpg 1024w, https://progetto.tr.it/homesite/mysite/uploads/2015/01/dsc_8062-300x199.jpg 300w, https://progetto.tr.it/homesite/mysite/uploads/2015/01/dsc_8062-768x510.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure></div>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><a href="http://progetto.tr.it/homesite/mysite/uploads/2015/01/p1270070.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="http://progetto.tr.it/homesite/mysite/uploads/2015/01/p1270070.jpg?w=670" alt="" class="wp-image-156" srcset="https://progetto.tr.it/homesite/mysite/uploads/2015/01/p1270070.jpg 1024w, https://progetto.tr.it/homesite/mysite/uploads/2015/01/p1270070-300x225.jpg 300w, https://progetto.tr.it/homesite/mysite/uploads/2015/01/p1270070-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure></div>



<p>Un incontro davvero piacevole e leggero, conclusosi con un sincero invito da parte di Iuraj ad approfondire questa disciplina per poter realmente dare un senso alla numerosa serie di spunti che lui ci ha dato. E noi tutti lo ringraziamo.</p>



<p><em>Alessandro Spiropulos</em></p>
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